D:
Cosa fai?
*:
Guardo l'eclissi di luna.
D:
Cioè guardi dove dovresti vedere la luna ma non la vedi, e lo fai appunto perchè non la vedi? Non è più produttivo guardare dove non è la luna, così riesci a non vedere la luna ogni sera?

A volte mi piacerebbe saper scrivere. Descrivere la realtà con qualcosa in più, qualcosa che possa provocare nelle persone le stesse sensazioni che ho dentro io. Poter urlare al mondo, poter espandare la mia voce in modo che faccia eco nei cuori della gente, moltiplicando i miei pensieri.

Probabilmente è arrogante da parte mia, pensare che a qualcuno interessi quello che avrei da dire. Probabilmente anche se sapessi scrivere non avrei comunque nulla da dire. Probabilmente rimarrei inascoltato in ogni caso.

Ma daltronde chissenefrega. Ognuno ha il diritto di dire quello che pensa, quello che ha dentro, quello che vorrebbe che gli altri capissero. E nel fare questo ha la possibilità di essere ascoltato. Magari addirittura di essere capito.

E se anche nessuno ascolta, l’importante è averci provato. Va bene, Mondo, continua ad ignorarmi. Io continuerò a gridare senza voce qualcosa che agli altri non interessa. Continuerò a scagliare i miei pezzi nella confusione di persone che come me credono di che essere in grado di accostare qualche parola in modo quasi interessante sia sinonimo di saper scrivere. E sarò così presuntuoso e arrogante da sperare che un giorno qualcuno si accorgerà di me.

Ciao,

Ti sto solo scrivendo per dirti che sei una bella persona. Non tanto per il tuo aspetto esteriore, su quello non voglio dire niente, quanto perchè mi capisci. O almeno, capisci cosa mi mette a mio agio e cosa mi da fastidio, e agisci di conseguenza. Magari non capisci bene cosa voglio e in cosa credo, ma quello va bene, faccio fatica a capirlo anch’io.

Grazie anche per sopportarmi. Si, non è difficile da fare sul breve periodo, ma vedo che te la cavi bene anche su distanze più lunghe. In più sopporti il fatto che non sono capace di mandare avanti una discussione normale, e comunque continui a parlarmi, anche se sai che probabilmente si ricadrà nel silenzio più assoluto.

Comunque non sei una bella persona solo perchè capisci me. Il fatto è che capisci anche gli altri, e ti comporti allo stesso modo con loro. Anche se sono completamente insopportabili, anche se a volte vorresti solo prendere e “tagliargli quella cazzo di lingua”, dici comunque buongiorno e ciao, e cerchi di farlo col sorriso sul volto, sperando abbiano una buona giornata.

Comunque niente, grazie ancora di tutto. E ti auguro una giornata possibilmente migliore della mia.

Tuo,

D

Giacomo non è in giornata

Chissà se è mai successo a qualche grande scrittore di avere una giornata no. E non intendo una giornata del tipo “il mio dolore per l’amore perduto è troppo grande, penso che ci scriverò sopra un’opera lirica in sette volumi”. Proprio una giornata no come tutte le persone più o meno normali, quella in cui ti alzi con le balle girate e vai a dormire nello stesso stato, e durante questo periodo il movimento non si è fermato neanche per un istante.

Quello che mi chiedo è, chissà se un giorno Leopardi si è svegliato con le balle girate. Del tipo che sua madre bussa e entra con tutta l’amorevole calma di cui sono capaci le madri (senza aspettare risposta, spalancando la finestra anche se è gennaio e urlando qualcosa sul fatto che devi alzarti che è già tardi, soprattutto se è domenica e non hai nulla da fare). Lui si rigira nel suo caldo lettuccio e grugnisce qualcosa di inintelleggibile, perchè grande poeta quanto vuoi, ma la mattina è dura per tutti. Poi una bella discussione sul fatto che è già un po’ che non scrive, che dovrebbe uscire un po’ più spesso, e che magari potrebbe anche tagliarsi i capelli, che sembra un poveraccio con quel cespuglio che c’ha in testa. Discussione ovviamente unidirezionale, in quanto Giacomo non ha mutato la sua voglia di muoversi dal comodo supporto ligneo con materasso incorporato. Finalmente decide di arrendersi a quel fiume di parole, e si alza, di malavoglia e imbronciato.
Sua madre lo obbliga a mangiare qualcosa per colazione. dopodichè se ne torna nella sua stanza dicendo alla genitrice di non disturbarlo, che ha l’ispirazione per scrivere qualcosa. Invece se ne torna a letto e dorme fino a mezziogiorno, mezzogiornemmezzo. E quando sente bussare per pranzo, non essendogli passata ancora l’incazzatura di prima se ne esce con un “e ‘hetati ma’, qui sto scrivendo pezzi di storia della letteratura, non disturbà l’artista all’opera”.

Che poi magari non hamai avuto una giornata di giramento di balle, ma mi piace pensare che sia successo. Bisognerebbe insegnarlo a scuola, quando si studia la vita, inserire anche un paio di fatti completamente inutili. Magari questi mostri sembrerebbero un po’ più umani.

Ho sette post salvati come Bozze e nessuna voglia di metterli a posto per pubblicarli.

Il che ricorda paurosamente i miei ultimi 20 anni di vita.

M:
Guarda che se continui a postare roba a ore assurde non ti caga nessuno.
D:
E quindi?
M:
E quindi non diventerai mai famoso.
D:
Giusto, dimmi di quanta gente è diventata famosa con Tumblr.

Cause we find ourselves in the same old mess
Singin’ drunken lullabies!

Che il vostro San Patrizio sia stato verde come i quadrifogli e nero come la birra irlandese.

Incazzature serali

Questa giornata non è iniziata bene. Niente riscaldamento, doccia con l’acqua ghiacciata, the bollente addosso. Che a pensarci il the poteva anche essere un modo per riequilibrare il tutto. Comunque se Dio, il Karma, il Caos, o qualunque cosa abbia cercato di aggiustare la situazione in questo modo può sentirmi, sappia che sono piuttosto deluso. E che apprezzo l’ironia, ma solo finchè non viene dagli esseri onnipotenti. Ma non è questo l’importante.

L’importante è che la giornata era partita male. Voglio dire, già se ti svegli con le balle girate è brutto, se per di più ti trovi sballottato al di fuori da un intervallo termico di tuo gradimento ti parte l’incazzatura. E se parti incazzato la mattina, è probabile che la sera andrai a dormire incazzato. Poi però qualcosa ha cominciato ad andare per il verso giusto.

Eravamo a cantare per una conferenza inutile e noiosa (a cui tra l’altro hanno espressamente chiesto di fare pubblicità al progetto TestadiAlkol (e qui va la mia buona azione quotidiana (seconda buona azione, dato che ho offerto un caffè ad una persona che non conosco, ma questa è un’altra storia))) (spero di aver chuso tutte le parentesi, sono troppo stanco per ricontarle), e abbiamo cantato bene. Segue un rinfresco con buon vino e il miglior lardo che io abbia mai mangiato in vent’anni di vita. Amore a primo morso. Un tizio se ne va in giro mendicando interviste, riesce a prendermi e decido di dirgli due vaccate così si toglie dalle balle e posso tornare a dedicarmi al mio amato lardo.

La sera cena con parenti. Incredibilmente non parlano troppo di politica, e posso dire che mi sono quasi divertito. Ed erano anni che non succedeva. Almeno diciotto. E contando che ne ho venti non è proprio il massimo.

Torni a casa felice e pensi che magari non dovrai andare a letto incazzato, nonostante la brutta partenza. Poi entri su Facebook e vieni a sapere che le tue due cagate che hai detto per poter tornare a mangiare gratis sono andate su Rai Tre.


E allora tocca andare a letto incazzati.

Mi sono svegliato e i termosifoni erano spenti. Vicino al letto avevo un pinguino che si lamentava per il freddo. Poi ho proceduto a farmi una veloce doccia. Veloce perchè ovviamente l’acqua era congelata. Scrivo una mail di protesta al collegio e scendo a colazione. Mi sto preparando il the, mi scivola la bustina e mi rovescio mezza tazza di acqua bollente addosso.

Dai, ditemi che è una bella giornata.

Day 0 - Prologo e camper

“Sicuro non ti dia fastidio?”

Si, tranquilla.

“Scusa se non riesco a farti dormire sulla brandina, ma non ce l’ho in casa adesso…”

Ma si, non fa nulla.

“Ma non ti dispiace veramente?”

Ho fatto più di una vacanza in camper, non mi da fastidio dormirci.

“Comunque qui accendi la luce, qui apri la porta, se devi andare in bagno devi entrare per il garage, e per aprirlo devi girare la maniglia…”

Credo di sapere come funziona un portone.

“Ok, era solo per essere sicura. Domani mattina vuoi qualcosa per colazione?”

Se non da fastidio un caffè lo berrei volentieri…

“Solo quello? Vuoi qualcos’altro? Latte? Biscotti? Una pesca ripiena?”

No, basta quello.

“Sicuro? Guarda che non è un problema!”

M, non credo avrò voglia di pesche ripiene alle cinque del mattino.

“Ok, se lo dici tu… Ti serve qualcos’altro?”

No no, adesso leggiucchio un po’ e vado a nanna.

“Va bene, buonanotte!”

‘Notte.

Benni. Bar Sport. Mentre rido leggendo la descrizione della briscola (“Gioco molto semplice. L’avversario sbatte sul tavolo una carta, e voi dovete sbatterla più forte.”) mi arriva un messaggio. M.

“Tutto bene? Sei comodo? C’è qualcosa che non va?”

Sarà un lungo viaggio.

Un vecchio pezzo, che avevo iniziato quest’estate. Il progetto originale era diviso in sei parti, quattro giorni di viaggio, prologo ed epilogo. Poi per vari motiviho scritto solo il prologo.

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